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LE ULTIME DAL FORUM


In primo piano

lun

24

set

2012

Il fantasma del cowboy al cimitero

Nel 1996, lo statunitense Ike Clanton ha chiesto a un caro amico di fotografarlo in abiti da cowboy. Il posto dove è stata scattata la foto era il famoso cimitero di Tombstone, in Arizona. Quando i due hanno esaminato meglio l’immagine, si sono accorto che c’era un uomo sullo sfondo della foto. Clanton giura che quello sconosciuto non c’era quando la fotografia è stata presa.

FONTE = YouGhost

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lun

24

set

2012

Fantasma fa visita a bambino in ospedale

In questo strano filmato si vede un essere paranormale (un fantasma, un angelo o una misteriosa entita’) che visita un bambino ricoverato in un ospedale.

fonte =Yuo Gost

           eghostvideo.com

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dom

23

set

2012

Nuovo risultato con la tecnica KEITH CLARK con accurata analisi a cura di Stefano Ranucci

Il cervello "vede" per schemi legati alle zone di luci e ombre

 

 

Per gli esseri umani, una delle specie più sociali mai apparse sulla Terra, riconoscere un volto è così importante che c'è una parte del nostro cervello che si è evoluta apposta per individuare esclusivamente le facce: un onore che non ha avuto nessun'altra parte del corpo né alcun altro oggetto.

Ma che cos'è che distingue un volto da qualunque altra cosa, tanto da permetterci di identificarlo anche nelle immagini più sfocate? E come mai, invece, può capitare di vedere una faccia anche dove non c'è?

 

A queste domande sta dando una sorprendente risposta un gruppo di ricerche, su cui riferiva ieri anche il New York Times, da cui emerge che a far scattare l'attività dei neuroni giro fisiforme (il nome della circonvoluzione cerebrale che riconosce i volti) bastano pochissimi elementi, purché siano disposti nel modo giusto. Questi elementi non sono "due occhi, un naso e una bocca", che sono strutture tutto sommato complesse e ricche di dettagli, ma più semplicemente dei rapporti tra zone in luce e zone in ombra: come il fatto che la bocca si trova nel terzo inferiore del viso, ed è sempre più scura delle guance che le sono accanto, mentre gli occhi sono nel terzo più in alto, e sono più scuri della fronte che sta sopra. Pawan Sinha, direttore del laboratorio di ricognizione visiva del Massachusetts Institute of Technology, ha individuato dodici di questi rapporti, che costituiscono in totale una sorta di modello universale di faccia.

 

 

Un banale gioco di macchie, insomma, ma che al nostro cervello (e secondo alcuni studi, anche a quello delle scimmie) è più che sufficiente per vedere una faccia anche in una foto da cui è stato cancellato ogni altro dettaglio. E per vedere facce anche dove facce non ce ne sono affatto, come dimostrano esempi quali la famosa "faccia su Marte", individuata nella regione Cydonia del Pianeta Rosso da vari ufologi; oppure il toast al formaggio con l'immagine della Madonna che una signora della Florida è riuscita a vendere su Internet per la bella cifra di 28.000 dollari; oppure ancora addirittura il volto del diavolo intravisto da alcuni nel fumo che circondava le Torri Gemelle l'11 settembre 2001.

 

Il bello, infatti, è che la capacità del nostro cervello di ricostruire l'immagine di un volto disponendo solo di pochi tratti cruciali lo rende anche molto più suscettibile agli inganni. Ma secondo Pawan Sinha, che a gennaio è stato premiato dalla National Academy of Sciences proprio per queste ricerche, è un rischio che vale la pena di correre. Le informazioni trasmesse dai volti sono così preziose, dice, che è meglio vederne uno dove non c'è che non riconoscerlo quando c'è davvero.

 

Uno dei metodi più noti, della quale ci occuperemo in questa relazione, è quello del cosiddetto confronto Antropometrico Facciale (Face Recognition). Proveremo quindi l'analisi del capo, detto Cefalometria (da un punto di vista metrico) e Cefaloscopia (da un punto di vista morfologico) tirando delle conclusioni sul volto che abbiamo allegato a questo documento.

 

Il metodo utilizzato per l'acquisizione di questa immagine è basato sull'analisi di spettogrammi visivi ottenuti da onde radio o qualunque fonte sonora attraverso un softwere apposito. Il metodo Clark o degli spettogrammi si sta rivelando molto valido e permette di ottenere buoni risultati.

Per poter usare questa tecnica è stato usato un programma che trasformi le onde sonore in spettogrammi.

immagine matrice
immagine matrice
Immagine con messa in evidenza  del Volto
Immagine con messa in evidenza del Volto

Il processo di identificazione si pone lo scopo di definire il grado di coincidenza delle caratteristiche

biometriche rilevabili in un individuo, messe a confronto con quelle di altri soggetti:

si tratta quindi di una comparazione del tipo uno a molti. Lo strumento utilizzato è la

biometria che permette sia di definire e codificare i parametri discriminatori del corpo umano

sia di stabilire le regole per le elaborazioni e l’interpretazione dei risultati. Per quanto concerne

le elaborazioni, queste possono essere condotte in modo completamente automatico, mediante

l’utilizzo di hardware e software opportuni, oppure richiedere il parziale intervento dell’operatore;

il tipo di approccio è sovente legato alla particolare applicazione.

 

Lo studio degli aspetti somatici e metrici richiede l’individuazione di particolari siti anatomici,

detti puti di repere, utili sia per la caratterizzazione di strutture morfologiche sia per la

misurazione di parametri.

La fig. 1 riporta i principali punti di repere e cioè: nasion: radice del naso; glabella: punto

situato al di sopra della radice del naso, dove la cute è in genere priva di peluria; pronasale:

punto più sporgente della punta del naso; naso spinale: punto corrispondente al sottosetto nasale;

alare: punto più sporgente dell’ala del naso; prosthion: punto superiore del solco naso

labiale; gonion: margine inferiore del ramo della mandibola; gnathion: sporgenza inferiore del

mento; trichion: punto di attacco dei capelli sulla fronte; vertex: punto più alto del cranio; zygion:

punto più sporgente dello zigomo.

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LIBRIAMOCI

di Sfefano Ranucci
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  Il 2012 è un argomento che da molti anni sta riscontrando determinate ipotesi e ideologie e anche critiche su una possibile fine del Mondo . Tutto è partito da una profezia di una antica civiltà i Maya o e l'ennessimo periodo di totale cambiamento planetario ?

Che cos'è la Metafonia

 

La Metafonia e la captazione , mediante l'uso delle registrazioniottenute mediante una radio con frequenze corte (sw) , per ottenere frasi o parole di senso compiuto non provienienti dall'ambiente circostante, e si suppone , neppure dall'ambiente terreno.

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NUOVO RISULTATO DI METAVISIONE CON LA TECNICA KEITH CLARK

 

In questo risultato ho notato che ci sono due volti uno frontale abbastanza visibile verso la sinistra , e l'altro di profilo meno percettibile ma visibile verso la destra.

 

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